Per caso la incontrai come capita a tutti. Fu un attimo e poche frasi. La trovai esattamente come me. Le dissi ''tu sei me'' e lei ''non riesco a distinguere le mie dalle tue parole e sono costretta a leggere il nome''.
Stesse le parole, la vastità del vocabolario, i medesimi riferimenti culturali, sembrava che avessimo letto gli stessi libri, maliziosamente le feci qualche citazione letteraria che lei colse e inquadrò perfettamente... e le battute sue: leggere e vivide come me le aspettavo e la sua storia sua: normale e aerea, ariosa e vigorosa, splendente e delicatissima. Era intelligentissima e inquieta al punto da appendere la mia anima da qualche parte nel cielo.
Stop. Sparì come sanno sparire alcune. La ritrovai dopo circa sei mesi. Non avevo visto che era entrata nel canale e mi chiamò lei. Impazzii di gioia, come una luce cominciò a conversare con me leggera e scintillante, delicata e concreta. Non so perché mi inviò le sue foto subito, io non gliele avrei mai chieste.
Parlammo di angeli. Di Paul Klee e Rainer Maria Rilke. Le citai una frase di una poesia di Rilke casualmente e lei la conosceva. Parlava dell'angelo, di quello che riesce a svelare con una semplice apparizione, senza parole. Mi lasciò l'e-mail. Sparì dopo non più di mezzora di conversazione.
Impressionante fu la lunghezza e l'intensità dell'unica lettera che le scrissi. Bruciavo letteralmente e la lettera ebbe lo slancio e la furia di un incendio. Conteneva l'incontenibile e un errore: la richiesta di incontrarci. Ma non ci fu nessuna risposta. Terzo incontro dopo circa un mese: brevissimo; io neanche tanto entusiasta, mi sarei attesa una mail. Lei mi conferma di averla letta ma che non mi aveva scritto perché le faceva paura l'icontrarmi tanto potentemente la mia lettera l'aveva tramortita.
Ma ancora una volta mi sorprende lasciandomi il cellulare. Lascio passare due giorni, la chiamo e la trovo con la voce squillante, allegra, distratta ma distante. Le chiedo di incontrarci perché lei ha la facoltà nella mia città e ne ho un rifiuto netto riferito a quell'invito e al quelli futuri. Non le ho chiesto il perché ma le ho fissato un appuntamento in un bellissimo posto davanti al mare dove l'avrei attesa per un'ora e poi sarei andato via. Mi disse che non sarebbe venuta ed io non la implorai di venire. Non venne ed io seppi trattenere il desiderio di chiamarla.
Avrei potuto farlo in seguito per parlare del più e del meno ma la cosa mi sarebbe parsa finta. Mi aveva detto del suo rifiuto ad incontrarmi con un tono freddo e duro. Ho preferito cristallizzare il tutto a quel luminoso pomeriggio in un prato davanti al mare. D'altra parte il mio angelo si era mostrato, aveva illuminato con una lama di luce una zona morta della mia anima; cos'altro avrebbe potuto aggiungere? Certe cose sono già perfette quando nascono, sviluppandosi non hanno più la potenza che hanno nascendo.
Le ho fatto gli auguri di Buon Natale via e-mail senza risposta. Forse gli angeli non sono tenuti agli obblighi di buona educazione cui siamo tenuti noi mortali. Il mio angelo si è mostrato ed è perfetto così com'è ed io me lo ricordo perfettamente oggi nel pomeriggio di tre anni dopo. Anche oggi sono andato nel prato in riva al mare ad attendere che si mostrasse alla mia anima.
Antonio, Palermo, ottobre 2002
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