Sono entrata da poco nel mondo delle chat, per la precisione da soli 6 mesi, ma il tempo nel virtuale non si può misurare nello stesso modo del reale. Un mese in chat equivale a un anno di vita reale o quasi. e in questi sei mesi ho vissuto tante storie più o meno interessanti, più o meno coinvolgenti, alcune le ricordo bene, di altre se ne perdono i contorni lasciando il posto solo a qualche nick che sembra familiare.
La storia che voglio raccontare è una di quelle che ricordo benissimo anche perché è durata molto (un paio di mesi o forse meno), una storia, come la maggior parte di quelle che ho vissuto, che ha bruciato le tappe. Mezz'ora dopo esserci conosciuti eravamo già al telefono. Lui, un ragazzo molto simpatico e anche carino (avevo visto la foto dopo 10 minuti di chat) vive a Milano, ci separano dunque 800 km visto che io vivo a Napoli, io una persona perennemente in cerca di conferme, con il pallino di trovare la persona giusta, una persona davvero interessante.
Questa mia ricerca affannosa di allora mi portava a cercare il rapporto diretto e quindi telefonico (l'unico immediatamente possibile). E' cominciato così il nostro rapporto, si, perché da quella prima volta non ci siamo più ritrovati in chat se non per l'epilogo di questa storia.
Ci sentivamo tutti i giorni o quasi e ci scambiavamo decine di sms al giorno, ero presa molto da questa "relazione" e riflettendoci mi rendo conto che in effetti io ero presa solo dalla relazione per quel che rappresentava e non dalla persona con cui ero in contatto, mentre lui si sentiva molto legato a me. ma la mia indole inquieta mi portava a continuare la mia ricerca, la mia sete di conoscere gente sempre nuova era insaziabile, così, aiutata anche dal fatto che avevamo orari diversi per entrare, io continuavo a chattare facendo nuove conoscenze e nuove amicizie tanto da decidermi a cambiare nick per non dare un dispiacere a lui nel caso in cui fosse entrato e io mi fossi trovata con un altro.
A quel punto capii che la storia per me era chiusa, l'interesse era scemato ma non ebbi il coraggio di dirglielo chiaramente continuando per un po' a recitare, fino a quando un pomeriggio mentre ero in chat lo vidi entrare, ma avendo io un nick che lui non conosceva restai in privato senza preoccuparmi, lui rimase per un bel pezzo e quando uscì mi chiamò al telefono, avendo visto il suo numero io non risposi visto che ero ancora impegnata. lo richiamai la mattina seguente chiedendogli scusa e dicendo di averlo visto per un attimo in chat il giorno prima, lui confermò confidandomi anche che aveva conosciuto una ragazza molto interessante e soprattutto libera (Io sono sposata).
Rimasi senza parole, non avrei mai pensato che potesse sostituirmi così facilmente (ero molto ingenua all'epoca!), non riuscivo a mandar giù quell'affronto e sebbene, fingendomi contenta per lui, gli feci i miei migliori auguri, in cuor mio avevo già deciso di fargliela pagare. e così fu.
Sapendo bene che la vendetta è un piatto da servire freddo e aiutata dal fatto che in realtà non provavo nessun sentimento nei confronti di questo tipo se non questo senso di sconfitta che non riuscivo a mandar giù, probabilmente per via del mio egocentrismo, lasciai che mi si presentasse l'occasione propizia per colpire, occasione che non tardò ad arrivare.
Dopo circa 15 giorni infatti il tipo entra in chat, non appena lo vidi mi affrettai ad uscire, cambiai nick e rientrata feci in modo di agganciarlo, chiaramente essendo un maschietto non gli sembrò vero e l'approccio fu estremamente facile. Conoscendolo sapevo cosa lo avrebbe favorevolmente impressionato, mi descrissi come una persona timida, introversa, che guarda caso aveva tante cose in comune con lui e soprattutto libera, né mariti né fidanzati.
Il resto fu un giochetto, lo scambio di e-mail e di numeri di telefono, tutto calcolato (ho due schede telefoniche e non so più quanti indirizzi e-mail) restava un ultimo scoglio da superare ''la foto''. cercai di prendere tempo dicendo che non ero solita mandare la mia foto così presto, che avrei dovuto conoscerlo meglio per fidarmi. Lasciai passare un po' di giorni, giorni in cui tenni sempre il telefono spento per evitare che lui telefonandomi mi riconoscesse dalla voce.
La storia andava avanti tant'è che lui parlava di incontrarci, era presissimo da me al punto da dirmi che non gli importava della foto e di come potessi essere. cominciai a sentirmi meschina, ma il meccanismo ormai era innescato. La vendetta si consumò, così come avevo previsto, quando in chat, dopo avergli dato appuntamento, mi feci trovare con due nick e cioè con il nick del suo nuovo amore e quello che conosceva essere mio dall'inizio.
Ci furono un po' di battibecchi perché io (quella reale) pretendevo di parlare con lui e gli scrivevo in pubblico e io (la fasulla) gli facevo scenate di gelosia per l'atteggiamento della me reale, il poverino era imbarazzatissimo fino a quando sempre in pubblico gli confessai tutto.
Lui, sgomento, non riusciva a crederci, mi sentii una vipera per come mi ero comportata ma ormai il peggio era fatto, non ebbi nessuna soddisfazione nella vendetta che misi in atto, ma provai solo dispiacere per aver perso non solo un amore virtuale ma anche un amico.
Da quella volta ho imparato a considerare i "nick" non più come semplici nomi.
Ho capito a mie spese che dietro ogni Nick si nasconde una persona e dietro ogni persona c'è una storia.
Ninfa
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