Mi chiamo Roberto, ho quarantadue anni e la mia vita fino a due anni fa somigliava a quella di tanti altri. Ero sposato con Anna da dieci anni, un grande amore all'inizio, che col tempo si era affievolito fino a svanire in un affetto un po' triste e rassegnato. Non avevamo bambini e a volte ci ritrovavamo in quella solidarietà che unisce due persone che riconoscono negli occhi dell'altro lo stesso fallimento.
Avevo una grande stima di Anna ma a poco a poco anche le parole cominciavano a mancare tra di noi; di giorno il lavoro ci teneva impegnati, ma ritrovarsi la sera e subito dopo sfuggirsi ormai era diventata un'abitudine. Lei si chiudeva nella sua stanza con i suoi libri e le sue telefonate e io uscivo per trascorrere serate inutili in uno dei pochi, stupidi locali della mia cittadina di provincia.
Da poco avevo acquistato un computer, che giaceva inutilizzato nel mio studio; una sera, per fare qualcosa di diverso, invitai a casa il mio amico Renato, appassionato di computer ed esperto navigatore. Lo avevo sempre preso in giro per quella sua mania di Internet e per tutte le ore che passava incollato al monitor a fare un qualcosa che per me era ancora abbastanza misterioso.
Non una sola serata, ma molte ne trascorremmo insieme io e Renato nel mio studio, con lui che con passione mi iniziava all'uso del computer e ai segreti della navigazione. Naturalmente mi insegnò anche a chattare; lui era espertissimo in questo campo e dopo qualche tempo decise che era ormai ora che me la cavassi da solo.
La compagnia di Renato mi mancava, mi sentivo solo davanti al computer; compagnia... era quello di cui avevo bisogno e naturalmente andai a cercarmela in chat. All'inizio ero un po' impacciato, non sapevo come e con chi comunicare, poi cominciai a sciogliermi un po' e conobbi diverse persone, quasi tutte donne naturalmente.
La mia carriera di chatter durò poco comunque, perchè dopo un mese in chat incontrai Giulia... conoscersi e piacersi fu un tutt'uno; fortunatamente lei abitava in una città vicina alla mia e ci conoscemmo di persona quasi subito. Mi innamorai subito di Giulia e lei di me, nel giro di due mesi capimmo che non avremmo potuto vivere separati e che avevamo diritto ad un futuro insieme.
Una sera affrontai Anna e le raccontai tutto, ma la sua reazione fu inattesa; sapevo che anche lei non mi amava più e che era stanca del nostro rapporto, quindi non mi aspettavo da parte sua una simile esplosione di rabbia e di dolore e ne rimasi sconvolto. Seguirono giorni terribili, pieni di silenzi e di furie improvvise da parte sua; si sentiva tradita, non da un uomo che amava, ma dal complice di un fallimento che sarebbe rimasta da sola ad affrontare.
Non fui capace di starle vicino ed aiutarla, glielo dovevo, ma, vigliacco come solo un uomo può essere, dopo solo una settimana fuggii da quella situazione che non ero capace di affrontare. La lasciai sola e disperata, raccolsi poche mie cose in due valige e mi trasferii a casa di Giulia.
Nei mesi successivi vissi felice insieme e Giulia, ma non ero del tutto sereno; avevo un forte senso di colpa nei confronti di Anna e le rare volte che ci sentivamo per telefono non riuscivo a sopportare la sua voce addolorata ed i suoi toni accusatori. Per sei mesi non la vidi più e la sentii pochissimo; pur di non affrontare la situazione non avevo nemmeno avviato le pratiche per la separazione. Ad un certo punto però, quando parlavamo al telefono, Anna cominciò a mostrarsi più amichevole e ben disposta nei miei confronti. Sembrava come ammorbidita e forse ormai placata.
Un giorno mi chiese di incontraci per parlare delle nostre cose; confesso che mi sentivo molto a disagio ma decisi che era ora di rivederla. Il nostro incontro all'inizio mi fece un certo effetto; avevo dimenticato quanto fossero belli i suoi occhi e l'espressione distesa e serena del suo viso mi riportò a tanti anni prima, quando il nostro amore era ancora vivo e vivevamo una bella storia.
Rimasi un po' sorpreso, e anche un po' indispettito quando lei mi disse molto tranquillamente che era ora di prendere atto della nostra situazione e di avviare le pratiche per il divorzio. Parlammo per un po' di questioni pratiche, trovandoci d'accordo su tutto e dopo circa un'ora lei mi congedò gentilmente dicendomi che aveva un impegno.
Uscii dal nostro incontro un po' frastornato e perplesso; nel mese che seguì i nostri rapporti telefonici furono distesi e cordiali e risolvemmo tutte le questioni pratiche ancora in sospeso.
Un giorno infine lei mi telefonò per dirmi che voleva invitare a cena me e Giulia e che con l'occasione mi avrebbe restituito il mio computer che avevo lasciato nella nostra casa, che ormai era diventata sua. Io e Giulia, per quanto un po' perplessi, decidemmo di accettare l'invito.
Qualche sera più tardi ci recammo a casa di Anna all'ora stabilita; la prima cosa che notai fu il computer imballato già vicino alla porta e la seconda fu la presenza di un'altra persona, un uomo. Anna porse la mano a Giulia, la scrutò per qualche secondo con una strana espressione, poi il suo volto si distese in un sorriso e la tensione si sciolse subito; prese la mano dell'uomo, lo portò verso di noi e disse ''Questo è Giacomo'', e basta. Quelle poche parole e l'espressione dei loro visi spiegavano tutto, quei due si amavano. Durante la cena ci raccontarono che anche la loro storia era cominciata in chat...
Dieci mesi prima avevo lasciato Anna da sola, ma forse non così sola come credevo... il mio computer le aveva fatto compagnia e aveva conosciuto Giacomo. Ora non le serviva più e me lo restituiva; era un atto simbolico per lei, che significava lasciarsi la nostra storia alle spalle e cominciare una nuova vita. Ne fui felice? No, lo confesso... e non riuscivo a capire il perché.
Oggi io e Giulia siamo ancora insieme e viviamo una bella storia; Anna e Giacomo sono andati a vivere in una città lontana e tutto questo è successo veramente, anche se a volte non ci credo nemmeno io...
Spero di non avervi annoiato.
Roberto
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